Le feste Popolari in Sicilia

 

Il barocco siciliano dona lo scenario ideale alla religiosità isolana.

La Festa dei Giudei - San Fratello

si svolge nei giorni di Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo, unica in tutta la Sicilia. Ha origini medievali, la rappresentazione ricorda i Giudei che percossero e condussero Cristo al Calvario. I Sanfratellani conservano accuratamente e gelosamente il costume che è formato da una giubba e da pantaloni di mussola rossa e da strisce di stoffa di colore giallo. I Giudei vestono con costumi appariscenti, un singolare elmetto, con qualche pennacchio o croce, e così vestiti, percorrono le strade del paese. Il capo coperto da maschera “sbirrijan” (lingua gallo-italica), un “cappuccio” che si slancia con una lunga corda sino ad assottigliarsi per legare la coda. Altri elementi rendono l’aspetto piuttosto singolare: pelle lucida con lingua, sopracciglia lunghe e arcuate, scarpe di cuoio grezzo e di stoffa, schierpi d’piau (in lingua locale), che ricordano le antiche tradizioni della cultura araba. E' considerata la festa più antica del dramma sacro popolare d’Italia.

Festa di S.Marco, S.Nicola e S.Basilio Magno

a San Marco si svolge dal 30 luglio al 2 agosto.

Giorno 31 luglio si festeggiano i Santi Patroni Marco e Nicola, con L’ENTRATA R’ADDAURU e la stessa sera, il simulacro di S.Basilio Magno dalla sua chiesa viene portato nella chiesa Madre. Il tragitto che separa le due chiese viene percorso in circa due ore perché S. Basilio va avanti e indietro in quanto è credenza popolare che durante questo andirivieni, egli compia i miracoli.

Giorno 2 agosto è la festa di S. Basilio: la vara, ornata di fiori e basilico, viene portata in spalla dai devoti che al grido di:

Razii, S.Basili! E chiamamilu cu vera firi! Viva Diu e San Basili! (Grazie S. Basilio! E chiamiamolo con vera fede! Viva Dio e San Basilio!). La processione, è caratterizzata sempre dai viaggi del Santo e da decine di TORCE alte circa un metro ornati di basilico, fiori, nastri e foulard.

Festa di San Sebastiano - Tortorici

la festa inizia il primo gennaio con il suono della campana e l'esposizione del Santo alla Città. Le sue origini si fanno risalire al cosiddetto "diluviu", all'alluvione del 1682. Una settimana prima della festa qui si svolge la cosiddetta bura, un falò su cui i giovani saltano come prova di virilità. La domenica prima della processione del Santo si svolge poi la cosiddetta "esta d'u 'ddauru" che ha come protagonisti non solo i rami d'alloro infiocchettati di nastri rossi. Tra le curiosità della festa tortoriciana la fuitina d'a vara, che secondo alcuni si ricollega all'episodio leggendario dei ladri di reliquie.  A mezzogiorno comincia la processione dei "nudi" (a piedi scalzi). Il Santo poi và per casa in casa per una questua in cui si raccolgono le offerte in natura. La reliqua viene poi lasciato a riposare, fino all'ottava, nella chiesa di San Nicolò.

La festa di Sant'Antonio Abate - Novara di Sicilia

si celebra il 17 gennaio, preceduta dalla settena, durante i quale si recitano delle preghiere. La sera della vigilia si accende il fuoco (u fogu)  alla base della torre campanaria: questo gesto viene compiuto, per chiedere la grazia di essere guariti da una brutta, il fuoco di Sant'Antonio malattia scientificamente chiamata Herpes Zosther. U FOGU viene acceso con la legna che i fedeli portano in dono, andando a fare u viaggiu, cioè una visita al Santo. Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

Il giorno della festa, la piazza si riempe di animali capre, cavalli, porcellini, cani, per ricevere la santa protezione del Santo. La sera della vigilia della festa viene celebrata una funzione molto particolare, che viene chiamata U DU URI (il "due ore", che anticamente veniva celebrata due ore prima del tramonto).