Ricetta del cannoli ripieni di ricotta

INGREDIENTI:

 

Un chilo di farina ’00

due cucchiai colmi di strutto

120 grammi di zucchero

un uovo

un bicchiere di Marsala o vino

Due litri di olio di semi per la frittura

Scorza

Ricotta

Impastare farina, strutto, zucchero, uovo e marsala fino a ottenere una pasta sostenuta. Dopo aver lavorato la pasta lasciarla riposare per dieci minuti.

Tirare quindi delle sottilissime sfoglie e con una tazza da te formare dei cerchi.

Per far sì che la scorza non risulti spessa, prima di avvolgere la pasta nella forma, stendere di nuovo il cerchio di pasta col mattarello.

 

Sulle forme di metallo cilindriche (in mancanza di quelle di canna più difficili da trovare) avvolgere i cerchi in modo che si uniscano i due lati in un punto e si saldino al centro con la pressione delle dita.

Per evitare che le scorze si aprano durante la cottura, prima di chiudere i cerchi nelle forme basterà bagnare i polpastrelli delle dita con un po’ di acqua, ogni volta.

Tirare quindi delle sottilissime sfoglie e con una tazza da te formare dei cerchi.

Friggerli infine ancora nelle forme in una pentola colma di olio bollente senza sollevarle troppo a fine cottura, perché è facile che l’olio all’interno della cannule esca causando dolorose scottature.

Sfilare le scorze dalle forme facendo pressione sui due lati per rimpicciolirne il volume.

La ricotta rigorosamente nelle fascedde

La ricotta va lavorata con la forchetta insieme a circa 400 grammi di zucchero. 

Non scegliete quella di giornata altrimenti all’aggiunta dello zucchero l’impasto risulta poco consistente.

 

Il ripieno non va lavorato troppo, deve risultare sì cremoso ma senza esagerare (che sia grumoso o meno dipende dai gusti). 

Riempire le scorze con la ricotta aiutandosi con una spatola apposita o un normale cucchiaino.

Spolverare infine con zucchero a velo e cannella. 

Non riuscite a farli o insomma, non avete voglia, ecco alcuni indirizzi che non vi faranno rimpiangere i cannoli siciliani fatti in casa.

A Capo D’Orlando potete andare dall’incredibile Giulio, celebre soprattutto per un dolce dal nome stravagante: “le palle del Presidente”.