Chiesa Aracoeli

Con la sua cripta.

La chiesa dell'Aracoeli, edificata intorno al XII sec., dopo l'espulsione dei saraceni da S. Marco, per volere di un Giudeo convertito al cattolicesimo, fu destinata col nome di S. Maria di Viseli alla nazione greca.

Piccola alla fondazione, questa chiesa fu ingrandita nel 1494, mentre nel 1630 fu ristrutturata ed ingrandita ulteriormente.

 

La struttura, a 3 navate divise da colonne in marmo rosso di S. Marco, presenta soffitto a volta reale ed un magnifico portale barocco, anch'esso in marmo locale.

Vi si trovano diverse cappelle fra cui quella di destra sul transetto dove, tra putti, angeli e statue marmoree, di scuola serpottiana, è custodito un miracoloso Crocifisso ligneo opera di Mastro Simioni Livolsi, scultore di Tusa la cui processione, fu istituita nel 1612 e si ripete ancora l'ultimo venerdì di marzo, con l'antico rituale.

 

Nella cappella di sinistra invece, si trova la cappella del SS. Sacramento con il suo tabernacolo in legno dorato opera di don Corrado Oddo.

Degno di ammirazione, l'altare in marmo realizzato con vari motivi cromatici, dedicato alla Madonna Assunta.

La cripta della famiglia GRECO

Con le mummie

Nell'anno 1722 viene ricavato il putridarium ipogeo con volte a botte, come cripta sepolcrale dalla famiglia Greco.

Sotto la cappella dedicata all’arcangelo Michele, in corrispondenza del transetto occidentale, si trova un piccolo ambiente ipogeo di 3,50 x 2 m, con volte a botte, a cui si accede attraverso una ripida scala di dodici gradini in marmo rosso. All’interno della camera sepolcrale si hanno otto nicchie, sei delle quali dotate di sedile con foro centrale per la scolatura dei cadaveri e collegate ad una canalizzazione che permetteva la raccolta dei liquami cadaverici e la loro fuoriuscita all’esterno dell’edificio religioso.

Sulla parete opposta all’ingresso una vasca, larga 88 cm e alta 68, costituisce l’ossario in cui erano accumulati i resti scheletrici degli individui dopo la scolatura. Sopra le nicchie, lungo le pareti longitudinali, si trovano due cornicioni per la posa dei crani. Una finestra, aperta nella parete di fondo al di sopra dell’ossario, è l’unica fonte di luce dell’ambiente. La piccola camera sepolcrale è stata edificata dalla famiglia Greco, come si evince dalla lastra pavimentale che originariamente copriva l’accesso al sepolcro e che si conserva attualmente dietro il coro della chiesa. La lastra, divisa in due pezzi, porta lo stemma della famiglia Greco raffigurante due leoni rampanti affrontati sopra tre melograni e la seguente iscrizione:

GRÆCORVˇ, HVCPO
SVIT,RADIX,BENEDOC 
 TASEPVLCVˇSIHICARA
   ESTCÆLIPROXI§ÆTHER 
ADEST 1722

La famiglia Greco aveva il patronato della cappella di San Michele sotto la quale, nel 1722, aveva edificato la propria sepoltura .

 

 

Le mummie sono conservate all’interno della piccola cripta familiare costruita dalla famiglia Greco, nel transetto meridionale della Chiesa dell'Aracoeli. La loro collocazione entro questo piccolo ambiente sotterraneo, che viene occasionalmente aperto alle visite, è una ricostruzione operata recentemente da Don Salvatore Miracola, parroco di San Marco d’Alunzio, con corpi rinvenuti in tempi diversi in vari settori della chiesa. Un corpo scheletrizzato è stato sistemato in posizione seduta, con indosso una sorta di larga veste in tessuto grezzo, dentro una nicchia-colatoio e costituisce effettivamente una buona esemplificazione del processo di scolatura sui colatoi a seduta. Altri tre corpi sono disposti all’interno di casse lignee appoggiate su un muretto che si erge a metà della stanza, oltre il quale si apre una vasca-ossario parzialmente riempita di resti scheletrici disconnessi. Una piccola cassa infantile, contenente il corpo scheletrizzato di un bambino, è appoggiata sul pavimento. Le casse hanno forma rettangolare ed alcune sono rivestite di stoffa scura, con sovrapposta una decorazione a nastrini di stoffa bianca fissati con piccoli chiodi lungo i bordi, tipologia osservata anche in altri siti, come ad esempio a Galati Mamertino. Un altro corpo è semplicemente appoggiato sopra il coperchio di una cassa. Sulla base degli abiti è stato possibile identificare due individui di sesso maschile, uno di sesso femminile, uno di sesso indeterminato ed un bambino di sesso indeterminabile. Le vesti si conservano in ottimo stato. In particolare un individuo maschile indossa una giacca con maniche lunghe, un fiocco rosso al collo, porta dei guanti, ha lunghi pantaloni ridotti a brandelli; sulle tibie è appoggiato un cappello a cilindro di feltro nero. Un individuo, evidentemente di sesso femminile, indossa un elaborato abito dai colori vivaci. Il corpetto è a pois bianchi con pences e vi è appoggiato sopra una sorta di fazzoletto allacciato. Ha una gonna lunga fino alle caviglie che lascia intravedere una sottana, indossa inoltre dei guanti marroni decorati con motivi ricamati in bianco, mostra intorno al polso sinistro un rosario ed ai lobi porta orecchini a cerchio con perline. Indossa calze e scarpe di colore chiaro; ai lati del corpo è sistemato un lungo scialle azzurro con frange. Le altre due mummie sono vestite in modo molto più povero con dei larghi sacconi in tessuto di canapa e di cotone. Una di queste, appartenente ad un individuo di sesso maschile, presenta la testa e le spalle coperte da un cappuccio di tipo confraternale con due buchi per gli occhi. Sopra i due lati lunghi dell’ambiente e sopra il lato corrispondente all’ingresso corre una cornice su cui sono poggiati nove crani; altri due sono invece posizionati ai lati di una cassa.

Oltre al complesso funerario di San Marco d’Alunzio, in provincia di Messina troviamo altre Cripte:

 

SAVOCA

Un altro esempio rilevante d’ambiente funerario dotato di sedili colatoio, si trova sulla collina di Pentefur, affacciata in splendida posizione in vista del mar di Sicilia si erge l’abitato di Savoca (ME).

 

TROINA

nella cripta della Confraternita dei Bianchi sotto la cattedrale o per quella del SS. Sacramento nella Chiesa Madre di Tusa. 

 

PIRAINO

Questo piccolo centro della Sicilia nord orientale, collocato in posizione dominante su uno sprone collinare che dal sistema montuoso dei Nebrodi si spinge verso il Tirreno, conserva nelle adiacenze della Chiesa Madre un sepolcro destinato ai sacerdoti articolato in tre ambienti diversi. 

 

TUSA

Un interessante modello di sepolcro confraternale, che differisce leggermente nell’impianto dai tipi più comuni a pianta centrale, è stato documentato a Tusa (ME).

 

NOVARA DI SICILIA

un altro esempio rilevante di sepolcro destinato alla preparazione ed all’esposizione di ecclesiastici è situato a Novara di Sicilia, nella chiesa di S. Maria Annunziata.

 

S. LUCIA DEL MELA

I resti di numerosi individui mummificati o scheletrizzati si conservano all’interno di una cripta annessa all’ex convento dei Cappuccini.

 

 

MILITELLO ROSMARINO

Sotto la Chiesa Madre è presente una cripta in cui sono conservate alcune decine di mummie, tuttavia l'ambiente è inaccessibile da molti anni e lasciato in uno stato di completo abbandono.

 

PETTINEO

I corpi sono conservati in una cripta sotto il pavimento della chiesa del Convento dei Cappuccini.