Le chiese di San Marco d'Alunzio

 

In questo antico paese che dall’alto dei suoi 548 metri domina la costa tirrenica da Cefalù a Capo d’Orlando e fino alle isole Eolie, le pietre di marmo rosso San Marco, ci raccontano la storia delle genti e delle civiltà che si sono succedute. 

A San Marco d’Alunzio, antichissimo paese della provincia di Messina, ventidue chiese, quattro musei, quattro biblioteche ed un tempio greco del IV secolo a.C. dedicato ad Ercole, riescono a suscitare un notevole interesse culturale e turistico.
 

da non perdere:

edificata intorno al XII sec., dopo l’espulsione dei saraceni da S. Marco, per volere di un Giudeo convertito al cattolicesimo, fu destinata alla nazione greca. Piccola alla fondazione, fu ristrutturata ed ingrandita nel 1494 e nel 1630. La struttura, a 3 navate divise da colonne in marmo rosso di S. Marco, presenta soffitto a volta reale ed un magnifico portale barocco, anch’esso in marmo locale. Vi si trovano diverse cappelle fra cui quella di destra sul transetto dove, tra putti, angeli e statue marmoree, di scuola serpottiana, è custodito un miracoloso Crocifisso ligneo opera di Mastro Simioni Livolsi, scultore di Tusa la cui processione, istituita nel 1612, si ripete ancora l’ultimo venerdì di marzo con l’antico rituale.

Chiesa di San Teodoro

costruita tra il XIII ed il IX sec., custodisce un interessante patrimonio artistico. La Chiesa, realizzata a croce greca, faceva parte di un monastero benedettino; sul primo braccio della croce greca si trova un piano pavimentato che permetteva alle monache di clausura di partecipare alle funzioni religiose attraverso gelosie in legno recentemente restaurate.

 

 

Chiesa di San Basilio
Chiesa di San Giuseppe

antica chiesa la cui costruzione originaria risale al periodo medievale, successivamente riedificata. Recenti restauri hanno portato alla luce affreschi bizantini di notevole pregio che, dopo il restauro, sono stati inseriti nel circuito museografico del Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne.

La Chiesa Madre
Chiesa di S. Maria delle Grazie

realizzata nel XVI sec., mirabile il portale barocco che presenta due capitelli di stile corinzio, ergendosi su un sagrato dal quale si contempla la costa tirrenica. Dal 1996 è sede del Museo Parrocchiale di Arte Sacra, di considerevole rilevanza artistica.

 

edificata tra il 1584 ed il 1800, dal suo sagrato domina il quartiere medievale di San Marco D’Alunzio. L’interno, in marmo rosso San Marco, presenta 12 cappelle laterali dalla linea architettonica cinquecentesca, ricche di tele, statue lignee ed opere del periodo barocco. Prezioso il patrimonio architettonico custodito: l’Altare Maggiore presenta un tabernacolo marmoreo tardo-rinascimentale ornato da angeli, l’organo del 1700 con la cantoria in legno dorato, il fonte battesimale in marmo rosso San Marco, le tele del XVIII sec. raffiguranti L’Ultima Cena e la SS. Trinità, la tela del 1655 di G. Tomasi raffigurante la Madonna del Rosario, due statue rinascimentali in marmo bianco di Carrara e due statue seicentesche in legno raffiguranti i Santi Patroni Marco e Nicola, un sarcofago in marmo rosso dell’Arciprete J. Lanza Filingeri.

in origine cappella gentilizia dei Conti Filingeri che la eressero all’inizio del XV sec. Dedicata alla Madonna delle Grazie, ospita due sarcofagi: uno del 1616 in marmo rosso di San Marco, simile alla tomba di Federico II presente nella Cattedrale di Palermo, custodisce le spoglie di Pietro Filingeri, l’altro in marmo bianco di Carrara del 1481, custodisce le spoglie di Marco Scipione e Vincenzo Filingeri, i due ‘magnifici fratres’ figli del conte Riccardo. La cappella della chiesa è costituita da un grande arcone in marmo bianco finemente scolpito in bassorilievo, sul cui altare è posta la statua della Madonna, anch’essa in marmo bianco, di scuola gaginiana.

in restauro o aperte un solo giorno all'anno:
Chiesa dei Quattro Santi Dottori
Chiesa della Madonna Annunziata

(inglobata nel Museo Bizantino) sec. XI: sono state riportate alla luce due delle tre absidi dell’XI sec. decorate da splendidi affreschi bizantini; molto ben conservati quelli dell’abside destra con nel catino una Madonna dalle delicatissime mani e, nella fascia sottostante, divisa da una netta demarcazione che simboleggia la separazione tra il cielo e la terra, i Quattro Dottori della Chiesa ortodossa: S. Giovanni Crisostomo, S. Gregorio Nazianzeno, S. Basilio Magno e S. Attanasio che si stagliano su uno sfondo blu intenso.

edificata sui resti di un tempio pagano, è situata all’ingresso del paese, come a vegliare sull’abitato. Nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni delle quali gli affreschi bizantini rinvenuti sotto l’intonaco ne conservano traccia. Al suo interno è possibile ammirare una pregevole statua della Vergine in marmo bianco di Carrara del XV sec.

Chiesa del Santissimo Salvatore:
Chiesa di San Salvatore:

edificata intorno al XII sec. su un basamento di un tempio romano dedicato probabilmente ad Augusto, presenta una sobria facciata marmorea seicentesca. L’interno è a tre navate delimitate da colonne calcaree affusolate e sormontate da capitelli che ricordano lo stile romanico-lombardo. Imponente il campanile che vi si trova accanto, edificato nel 1571.

costruita tra il XVII ed il XVIII secolo è adiacente al Monastero Benedettino della Badia Grande (fondato dalla regina Margherita di Navarra e dipendente dall’Abazia di Santa Maria di Maniace); è uno dei monumenti più apprezzati del centro aluntino. Monumentale e ben conservato il frontale del 1713 che si articola in una ricca composizione in marmo locale: due colonne rotonde e due tortili poggianti su piedistalli arricchiti di stemmi gentilizi e sormontate da capitelli compositi, sostengono un frontone spezzato in cui si apre una nicchia che ospita la statua di S. Benedetto. L’interno, ricco di stucchi, fregi e decori di scuola serpottiana, è ad unica navata con volta reale ed ospita pregevoli arredi lignei, fra cui il tabernacolo dell’Altare Maggiore in legno dorato, opera di don Corrado Oddo del 1704. Interessante la struttura della gelosia del Coro e di valore i numerosi affreschi fra cui “L’Apoteosi di S.Benedetto” di Faro Brusca del XVIII sec. ed i motivi di decorazione plastica di don Corrado Oddo. Di pregevole fattura, l’endonartece con gelosie lignee del 1716; la Chiesa ospita inoltre l’imponente busto della regina Margherita di Navarra.

Chiesa del Crasile sec. XI-XVII
Chiesa di S. Giovanni sec. XVI: 

antica Chiesa in stile bizantino-normanno espone un considerevole lapidario.

Chiesa di Gesù e Maria: costruita nel XVII secolo sui resti della chiesa dedicata a Santa Caterina. Luogo ove si veneravano le Anime del Purgatorio.

edificata nel 1550 apparteneva alla prestigiosa Confraternita del SS. Sacramento (veste e mantello bianchi). Recentemente, durante i lavori di recupero del Centro Storico, sono venute alla luce tombe bizantine.

Chiesa di Santa Maria dei Poveri: di antichissima fondazione, già esisteva nel 1178. Il portale marmoreo in stile barocco si affaccia su un sagrato pavimentato in ciottoli di fiume ed offre un ampio panorama che dal Mar Tirreno spazia ad ovest fino a Capo Zafferano. Nel 1178 fu eretto il Campanile annesso. Occupata dalla Confraternita dei Monaci di Maniace venne in seguito abbandonata per poi tornare al centro del culto dopo un evento definito miracoloso.

Chiesa di S. Antonio: 
Ruderi della CHIESA Normanna del S. Salvatore

realizzata su un tempio pagano, degna di nota è la facciata seicentesca in marmo impreziosita da fregi, decorazioni, stemmi gentilizi, colonne e capitelli sormontati da un triplice timpano spezzato al centro del quale si trova una nicchia che ospita la statua in marmo di S. Antonio Abate.

(c/o Badia Grande): edificata nel XII sec. a croce greca è decorata con disegni geometrici. Il raffinato portale in marmo aluntino è impreziosito da colonne, angeli e putti. Pregevoli le colonne all’interno con capitelli in pietra decorati con motivi bizantini a palma ed elegante si presenta il drappo che scende dal baldacchino ligneo sul tabernacolo dell’altare maggiore, in legno dorato, realizzato da don Corrado Oddo nel 1704. Ghirlande di fiori, figure allegoriche, cartigli, putti che giocano assieme ad angeli che suonano le trombe, uniti al patrimonio di decorazione a stucchi, fregi e decori di scuola serpottiana ornano l’interno in una rappresentazione gioiosa per gli occhi e per l’anima.

Convento dei Frati Cappuccini o Villa Pacis sec. XVI: dedicato a Santa Maria degli Angeli, è impreziosito da uno splendido altare maggiore. Costituisce l’unico convento che non ha subito l’incidenza del tempo, custodendo al suo interno le spoglie di Padre Giuseppe da Tortorici, il “Padre Maestro”, morto nel 1886 in fama di santità.