Le Mummie di Savoca

 

Hanno tenuto il loro segreto per circa tre secoli, custodite nella chiesa madre del piccolo centro di Savoca e ammirate da tutto il mondo. Le mummie di Savoca rivelano per intero un prezioso spaccato di vita. La cripta, un ambiente sotterraneo della chiesa dei Cappuccini, contiene 17 mummie vestite, vissute tra il XVIII e il XIX secolo: si tratta di uomini di età matura (di molti dei quali non è stato possibile risalire all’identità) fatta eccezione per due soggetti giovani.

 

Il convento dei frati Cappuccini di Savoca fu ultimato nel 1603. La parte più importante della chiesa dei Cappuccini e del Convento dei Cappuccini è la Cripta sottostante. Al suo interno vi è l'antica sepoltura, con nicchie e i cadaveri disseccati. La maggior parte dei corpi conservati all'interno della cripta del convento dei frati cappuccini di Savoca, disposero nel loro testamento di poter essere sepolti all'interno della cripta dietro pagamento di somme di denaro.Si tratta di persone appartenenti all'alta società di Savoca. La presentza nella cripta era simbolo del potere nonchè di appartenenza ad una classe sociale elevata ed era altresì simbolo di prestigio per l'intera famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I frati usavano una pratica di conservazione dei corpi per essiccazione naturale che risale all'epoca dei Fenici che è rimasta in uso presso i cappuccini di Savoca fino al 1866.

Il processo di mummificazione aveva luogo nei sotterranei della Chiesa Madre dove i cadaveri venivano dapprima trattati con speciali unguenti per evitare il rinsecchimetno dei tessuti e riempiti di paglia per riacquistare lo spessore originale ed infine rivestiti con i loro abiti originali.

 

In due stanze di preparazione, o colatoi, con 6 e 10 sedili cavi. In ogni sedile veniva messo il cadavere per  il drenaggio dei liquami, necessario a una perfetta conservazione.

In queste due stanze di preparazione avveniva il primo passo per la mummificazione, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di mummificazione naturale. Dopo il drenaggio, i corpi venivano trattati con SALE e aceto, a volte riempiti di frammenti di tessuti, foglie di alloro  e altri vegetali per mantenere la forma del corpo.

 

Una volta compiuta l'opera di essiccazione, questi corpi  mummificati, venivano portati a spalla alla necropoli sotterranea della Chiesa dei Cappuccini.

 

Tra i monumenti, di notevole interesse architettonico sono: la Chiesa Madre con un bel rosone rinascimentale sul portale, la Chiesa di S. Michele con i suoi splendidi portali, in pietra arenaria dei primi del Cinquecento, la Chiesa di S. Nicolò costruita nel XIV secolo con aspetto di una fortezza, i ruderi del Castello Pentefur o "Saraceno", un 'abitazione medievale con finestra bifora costruita nel tardo Cinquecento, appartenuta alle famiglie Fleres, Trischitta, Rizzo, Altadonna ed oggi proprietà della famiglia Cantatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Savoca non ha caso è tra i Borghi più belli d'Italia e questo Bar ne fa d'icona, all'ingresso del paese al BAR VITELLI il tempo si è fermato, impossibile non fermarsi...un posto suggestivo, tra cinema, storia e architettura nostrana: un luogo che si affaccia su quello spettacolo naturale che è la valle d'Agrò e il mar Jonio.

In un antico palazzo nobiliare conosciuto come Palazzo Trimarchi, si trova ancora l'insegna di uno dei bar più famosi di tutta la Sicilia, il Bar Vitelli, reso celebre da Il Padrino.

Il bar è rimasto praticamente intatto, fermo agli anni '70,  potrete raggiungerlo per rivivere i luoghi in cui furono girate le scene di una pellicola che ha fatto la storia del cinema.

Da provare la granita al limone, ancora alla vecchia maniera.

 

 

Informazioni al tel. 0942-761006 fax. 0942-761014

Associazione "San Damiano" (Convento Cappuccini Savoca) 380.6948408 / 338.5481223

 

alcune foto di Savoca

 

 

chiesa savoca con le campane
mummia di un sacerdote Savoca
Bar vitelli savoca il padrino
bar vitelli savoca messina