Teatro Greco di Tindari

 

Ufficio Informazioni Turistiche

Tel. 0941.369023

ed ecco come arrivare al Tindari dal nostro Bed & Breakfast del Corso:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tindari si strova su un promontorio a picco sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale dei laghetti di Marinello. La città venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e  padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce. Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, mise in fuga quella cartaginese. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas. Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti. Venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nell'836, nelle mani degli Arabi dai quali venne distrutta.

 

I resti della città antica si trovano nella zona archeologica. Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo. L'impianto urbanistico, risalente probabilmente all'epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera.

Si articolava su tre decumani, strade principali (larghezza di 8 m), correvano in direzione sud-est - nord-ovest, ciascuno ad una quota diversa, e si incrociavano ad angolo retto e a distanze regolari con i cardini, strade secondarie e in pendenza (larghezza 3 m). Sotto i cardini correva il sistema fognario della città, a cui si raccordavano le canalizzazioni provenienti dalle singole abitazioni. Gli isolati delimitati dalle vie avevano un'ampiezza di circa 30 m e una lunghezza di 77 o 78 m. Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: costeggia ad una estremità il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell'altura, e all'altra estremità sfocia nell'agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata oggi dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l'acropoli.

 

Il teatro del IV sec. a.C, che, scavato nella collina, guarda il mare, nella stessa posizione del Teatro Greco di Taormina.

Il teatro costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C. e in seguito rimodernato in epoca romana, con una nuova decorazione e l'adattamento a sede per i giochi dell'Anfiteatro.

Nella collina furono scavate le gradinate dei sedili, il teatro raggiungeva una capienza di circa 3000 posti.

In età romana vi si aggiunse un portico in opera laterizia e la ricostruzione della scena, di cui restano solo le fondazioni e un'arcata.

L'orchestra venne trasformata in un'arena, circondando la cavea con un muro e eliminando i quattro gradini inferiori.

 

Le mura cittadine, i cui resti attualmente visibili sono dovuti ad una ricostruzione del III secolo a.C.. La cinta si sviluppava per una lunghezza di circa 3 km ed era della tipologia "a doppia cortina, con due muri paralleli (circa 0,70 m di spessore) in opera quadrata di arenaria con disposizione isodoma, separati da uno spazio, in origine riempito con terra o sassi (2,10 m di spessore), raggiungendo un'altezza di 6,85 m. A distante diseguali si innalzavano torri quadrate: una di queste conserva un tratto della scala che portava alla sommità delle mura.

 

La porta principale, sul lato sud-occidentale, era fiancheggiata da due torri e protetta da un'antiporta a tenaglia di forma semicircolare, con l'area interna lastricata con ciottoli. Altri piccoli passaggi si aprivano a fianco delle torri della porta maggiore e venivano utilizzate per le sortite dei difensori.

 

Un isolato completo - insula IV, delimitato dai tratti dei due decumani scavati e da due strade secondarie. A causa della pendenza del terren.

Sul decumano inferiore si aprivano sei tabernae (botteghe per il commercio), tre delle quali erano dotate di retrobottega.

 

Un'ampia domus (casa B) con peristilio a dodici colonne in pietra con capitelli dorici. Il tablinium, o salone.

 

Una seconda domus, "casa C", con peristilio simile alla precedente, presenta l'accesso al tablinio inquadrato da colonne con capitelli corinzi italici in terracotta e basi realizzate con mattoni di forma rotonda.

Le due case vennero costruite nel I secolo a.C., nella parte superiore si impiantarono delle piccole terme e gli originali pavimenti con mosaici con figure.

 

La "Basilica", in passato identificata anche con un ginnasio. Si tratta di un edificio a due piani, datato al IV secolo costruito in opera quadrata di arenaria che presenta un ampio passaggio centrale con volta a botte ripartito da nove arcate.

 

 

 

 

 teatro greco tindari

Il teatro di notte.

 teatro greco tindari

La Basilica originariamente a due piani con il grande passaggio centrale.

 teatro greco tindari

La scena del teatro.

 teatro greco tindari

La basilica anticamente anche ginnasium.

scena del teatro greco tindari

La scena del Teatro Greco.

teatro tindari Cavea

Le gradinate

 teatro greco tindari

I passaggi laterali della Basilica, con gli archi per i passaggi laterali.

 teatro greco tindari

Le colonne con capitelli corinzi italici in terracotta e basi realizzate con mattoni di forma rotonda