01
Il Monte della Madonna e il faro
Il promontorio si sale a piedi o in auto: in cima il Santuario di Maria Santissima di Capo d'Orlando e i resti del castello, con la vista che copre tutta la costa fino a Cefalù nelle giornate limpide. Sotto, il faro sulla punta è il simbolo della città.
02
Il lungomare Andrea Doria
La passeggiata a mare, con la sabbia scura e gli scogli. È il posto dove la città vive la sera: gelaterie, bar e famiglie fino a tardi.
03
Villa Piccolo di Calanovella
La casa-museo dei baroni Piccolo, cugini di Tomasi di Lampedusa, immersa in un parco: manoscritti, acquerelli e la biblioteca di una famiglia che ha attraversato il Novecento siciliano. Verifica gli orari prima di andare.
04
Le Terme romane di Bagnoli
A tre chilometri dal centro, in contrada Bagnoli, ci sono i resti di un impianto termale romano del III-IV secolo d.C., parte di una villa signorile: otto vani divisi in tre ambienti, riportati alla luce nel 1987 durante uno scavo. È la testimonianza più concreta del fatto che qui si viveva bene già duemila anni fa. Si raggiunge in meno di dieci minuti d'auto, o con l'autobus urbano dalla stazione.
05
Il Castello Bastione e l'Antiquarium
Il Castello Bastione, che gli orlandini chiamano anche Torre del Trappeto, risale probabilmente al XIV secolo ed è legato a una coltura qui scomparsa: le cannamele, le piantagioni di canna da zucchero che nel Medioevo occupavano questa piana. Oggi è restaurato e ospita eventi e cinema all'aperto. Poco distante, l'Antiquarium comunale «Agatirnide» raccoglie reperti che partono dal XII secolo a.C.; in contrada Malvicino resta un altro bastione a pianta quadrata su tre livelli, eretto a difesa delle terre.
06
Agatirno, e il nome
L'insediamento antico si chiamava Agathyrnum ed è citato dalle fonti classiche: il nome attuale è molto più tardo. La tradizione lo lega al paladino Orlando, quello del ciclo carolingio, e vuole che fosse Carlo Magno a battezzare così il promontorio. Prove non ce ne sono, ma il nome è rimasto e il paladino è finito nello stemma della città.
07
Il borgo di San Gregorio
Sulla riviera di levante, fra i faraglioni, c'è il vecchio borgo dei pescatori: una piazzetta, una chiesetta dedicata a San Gregorio Magno, le case basse davanti al mare. Fino a metà Novecento non c'era la strada litoranea: al centro ci si arrivava solo per il sentiero Goletta, sopra la collina. E qui, in una casa vicino a una spiaggia deserta, nell'estate del 1963 Gino Paoli scrisse «Sapore di sale». La storia →
08
Perché come base funziona
Da qui il porto di Milazzo per le Eolie è a 45 minuti d'auto e il Parco dei Nebrodi è alle spalle: si può alternare mare, isole e montagna senza cambiare alloggio.